AZIONI UNIEURO – si intravedono un cielo limpido all’orizzonte?

Parlando di Unieuro, è inevitabile volerne riprendere un po’ il percorso per poi valutare la quotazione del titolo.

Dove è nata Unieuro?

Unieuro è nata nel 1937 a Brisighella, un piccolo comune Romagnolo in provincia di Ravenna.

Chi l’ha fondata?

Il suo fondatore, Vittorio Silvestrini, apre un piccolo negozio per la vendita al dettaglio di prodotti per la casa, al quale segue, nel 1958 un punto vendita di commercio all’ingrosso ed al dettaglio.

La sua storia

Nel 1967, ad Alba, viene aperto un magazzino nel quale vengono venduti biancheria e capi di abbigliamento. Piano piano vengono introdotti anche gli elettrodomestici, inizialmente solo tramite catalogo. Da Alba, l’azienda inizia ad espandersi a macchia di leopardo nel territorio italiano, un momento importante è quando entrano in azienda i due figli di Vittorio Silvestrini, che continuano in questa opera di espansione.

Dopo tanti anni di espansione, nel 2002 l’attività viene ceduta la Gruppo Dixons, che controllerà l’azienda fio al 2013. Nel 2013, in un momento di grandi cambiamenti del commercio al dettaglio, Unieuro viene ceduta al gruppo SGM Distribuzione. Da qui, una serie di cambiamenti tra cui una “fusione” con la Marco Polo Expert che vedranno il suo punto di culmine nel 2016, con la trasformazione in Spa e la quotazione in borsa nel 2017.

Abbiamo da poco scritto un’articolo sulla Roma e sulle azioni,da comprare oppure da evitare? Leggi ora a questo link.

 

IL CAMBIAMENTO DALLA FUSIONE

Nel 2014 la fusione aveva portato Unieuro ad essere la seconda catena per fatturato in Italia con 1,4 miliardi e la prima per copertura del territorio con 403 punti vendita. La fusione era stata vista come scelta strategia in un mondo del retail che aveva già iniziato a cambiare da alcuni anni grazie all’avvento della tecnologia.

Come sta andando il titolo azionario?

Unieuro è sicuramente un titolo da tenere d’occhio.

In questo momento dell’anno poi, in cu ci stiamo avvicinando dapprima al Black Friday e poi al Natale, potrebbero esserci dei grossi cambiamenti.

Ricordiamo che nel mese di ottobre l’azienda, ha nominato Intermonte per migliorare la liquidità del titolo in borsa.

Quale è l’incarico affidatoli nello specifico?

Viene definito, liquidity provider ossia favorire la liquidità del titolo Unieuro, con operazioni di acquisto e di vendita, nel rispetto della normativa vigente. Quindi segue il regolare svolgimento delle negoziazioni con particolare riguardo allo spread tra proposte di acquisto e di vendita.

Tornando al titolo, si può dire che alcuni analisti lo vedono al momento come sottovalutato dal mercato e ne consiglino l’acquisto quanto prima proprio per la sua stagionalità. Il titolo garantisce un dividendo, superiore dell’8% alla media di mercato (dovrebbe restare su questi livelli per i prossimi 3 anni). Il prezzo medio obiettivo è di euro 15,83, di circa i 26% superiore rispetto all’attuale quotazione.

STOCK AS ROMA – la lupa dei sogni o degli incubi?

Il titolo della Roma sta attraversando un momento delicato. È da acquistare oppure da tenere alla larga?

Prima di parlare del titolo, facciamo un passo indietro per vedere la storia della Roma e come è approdata alla quotazione in borsa.

Nascita della Roma

Nel 1926 venne costituita la prima divisione calcistica italiana, con due squadre a farne parte, Alba e Fortitudo. Le due squadre, nel giro di poco più di un anno e con l’aggiunta della Roman, diedero vita alla squadra AS Roma nel 1927. I colori scelti, il rosso e l’oro erano simboli di Roma, mentre la Lupa è stata scelta in onore di Romolo e Remo.

I primi anni calcistici

Da qui i primi anni calcistici, anni ’20 e ’30 che furono i primi anni di calcio, la Seconda guerra mondiale sancì un periodo di fermo calcistico per circa 2 anni.

Il rilancio

Il vero rilancio della squadra avvenne all’inizio degli anni 50, grazie a Egisto Pandolfini e Helge Bronée. La trasformazione in società per azioni avvenne tra il 1967 e il 1968 per mano del Presidente Evangelisti.

Da qui un periodo di ascesa e discesa, fino ad arrivare a quello che è stato soprannominato l’ottavo re di Roma: Francesco Totti. Con l’arrivo di Totti ed il successivo arrivo di Capello, la squadra torna a vincere e si aggiudica il suo terzo scudetto. Proprio in quelli anni, la Roma decide di quotarsi in Borsa, quotazione che avviene nel maggio del 2000.

Quotazione in Borsa

La Roma si quota con un collocamento di 13 milioni di azioni, corrispondenti a circa il 29% del capitale sociale del club detenuto a quei tempi dal Presidente Sensi per la quasi totalità. La risposta del mercato era stata ottima, vengono richieste circa 3 volte le azioni proposte. Un grande entusiasmo intorno alla quotazione della As Roma, pensare che tra le altre squadre solo la Lazio si era quotata prima, nel 1998.

Ed ora, come sta andando il titolo?

Al momento il titolo, dopo diversi cambiamenti alla dirigenza, ha trascorso alcuni giorni di suspence, dovuti alla sospensione del titolo (a rialzo) dovuto probabilmente all’inserimento di un nuovo socio nell’azionariato. Il nome del nuovo socio è Dan Friedkin, capo della holding texana The Friedkin Group.

E come stava andando prima di questa notizia?

Il titolo prima di questa notizia era stabile intorno ai 0,50 euro, al momento la quotazione è intorno ai 0,61 euro. Diciamo che un eventuale passaggio di proprietà potrebbe portare il titolo ad un forte rialzo. Alcuni non lo credono possibile ma leggendo alcuni articoli non è da escludere. Ricordiamo inoltre che è in stand by il progetto relativo al nuovo stadio e visto il prezzo del titolo, averne un po’ in portafoglio potrebbe essere un buon investimento mantenendo il rischio relativamente basso vista la quotazione.